giovedì 17 ottobre 2013

Il mio mocciosino


Passa l'estate e ti ritrovi da lasciarti un mocciosino appiccoso a un bambino, uno splendido 1enne che ride, chiacchiera con paroline senza senso e ripete tutto quello che fai te. Si mette il ditino sulla guancia quando quello che assaggia è buono, adora le moto e fa brum brum con la manino tipo accelleratore e ti stupisce di quante cose impari, chiedendoti dove l'abbia viste. Cammina e balla appena sente la musica. Lo lasci dalla nonna e lui oltre che sorridere chiudendo il cancello alle spalle, va diretto all'ascensore senza neanche voltarsi. E tu rimani li a guardarlo..no ma..ciao mamma NO!
Poi gli ho insegnato a ballare con il braccio alzato tipo Fedez o Moreno solo che noi balliamo Sei un mito degli 883, perchè tu amore mio hai la mamma vintage. E poi fai ridere, hai quella simpatia innata, e sei dolce ma dolce a volte come uno zuccherino, tanto che sto seriamente pensando che tu sei un gran ruffiano.

Hai due occhi che ti rapiscono, quella luce mista a follia che mi fa impazzire. Fai il timido (finto) e ami gongolarti quando ti fanno i complimenti. Stai crescendo amore mio e un pochino di merito perchè sei così me lo prendo anche io, spero di insegnarti tante cose, ma sopratutto che la tua mamma ti amerà per sempre, guardandoti da lontano. Vai, corri, conosci il mondo. Io sarò sempre qui x te.


Vorrei concederti di poterti dimenticare di me quando stai bene, senza sentirti in torto.
Sapere che siamo uniti da qualcosa di così forte e necessario da essere invisibile.
Come aria.
 Com’è difficile, per i genitori, accettare che i figli vivano lontano da loro.
E com’è necessario, questo, affinché vivano.

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